Pescara, Italy
"...amo la complessità e la contraddizione. Amo gli elementi ibridi piuttosto che quelli puri, quelli di compromesso piuttosto che quelli puliti, contorti piuttosto che diritti, ambigui piuttosto che articolati. Sono per la ricchezza piuttosto che per la chiarezza di significato; per la funzione implicita come per la funzione esplicita; preferisco “e-e” ad “o-o”: bianco e nero, ed a volte grigio, a bianco o nero. Sono per un disordine pieno di vitalità più che per l'unità ovvia: accetto il non sequitur e proclamo la dualità. Un’architettura (vita) valida ha molti poli di interesse e molti livelli di significato: il suo spazio e i suoi elementi sono leggibili e fruibili contemporaneamente in molti modi allo stesso tempo. Ma un'architettura (vita) basata sulla complessità e sulla contraddizione richiede un impegno speciale verso l'insieme: la sua reale validità deve essere nella totalità, o nelle sue implicazioni di totalità. Essa deve perseguire la difficile unità dell’inclusione piutto
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