Analphabeat cover image

Rome, Italy

Quanto misura lo spazio infinito tra la prima e la seconda lettera dell’alfabeto?
Quante sono le probabilità infinite di illudersi di poterle possedere?
Niente, tutto, uguale, diverso, unico. Questo è Analphabeat, un’idea che coinvolge musicisti, producers e cratediggers (live, vinile, hybrid set, acoustic) in un format difficile da contenere in uno spazio/tempo che non sia per sua natura senza confini.
Inspirati dallo stile iconico di Jean Michelle Basquiat, definito da lui stesso “analfabetismo artistico”, salgono in consolle allievi e maestri, portando la potenza ed il controllo ad una semplicità che richiama l’immediatezza emotiva.
Ogni suono, ogni battito, ogni silenzio, racchiude in sé il desiderio di divulgare l’incredibile potere della musica, ma anche la fondamentale urgenza di voler continuare ad apprendere, in un circuito unisono di scambio ad armi impari. E’ qui che i tratti distintivi e indelebili diventano sfumature di coinvolgimento possibile, essenziali e allo stess

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