Blackie nasce in riva al mare Adriatico in una fresca estate italiana, durante la quale in casa passavano ossessivamente pezzi di Cindy Lauper e Madonna, e per le strade imperversano Wham!, Queen, Prince. Cresce a Perugia, la città di provincia in cui trova il mondo intero. E poi lo visita veramente. Rimane affascinata dai suoni e dalla spiritualità giamaicani, che trovava nella fervente scena dancehall locale dei primi anni Duemila, prende in mano il basso e le percussioni cubane, prende confidenza con la potenza del ritmo e dei battiti. Vive a Napoli, Bologna, Firenze, città nelle quali il sangue comincia a ribollire per gli antichi ritmi mediterranei, i bpm della techno e le melodie della house, generi legati da un filo rosso, quel magnetismo potente che, con la sua ripetitività ipnotica, trasporta in dimensioni ancestrali, rituali, in cui violenza e piacere, sangue e linfa si sono sempre (con)fusi. È poi al ritorno nella sua Itaca, Perugia, che Blackie prende forma.