Mi contraddico? Sicuro.
Perchè te ne meravigli?
Non siamo noi forse i figli
Del dubbio e dello spergiuro?
Non siamo i figli noi forse
Della imbelle tracotanza,
E della matta speranza
Che giace là dove sorse?
I figli del vano, alterno
Irrefrenabile moto?
I figli d'un noto ignoto
E d'un mutabile eterno?
Non sai (mistero giocondo!)
Che la contraddizïone
È l'anima, la ragione,
Tutta la vita del mondo?
Il quale mondo è il migliore
che si potesse impastare,
E se talvolta non pare,
La colpa è del nostro umore.
Del nostro umore incostante,
Del nostro egoismo cupido,
Che pende un po' nello stupido
E molto più nel furfante.
Ahi Dio, come sono belli
I mari, le selve, i monti,
L'albe, i meriggi, i tramonti,
Le ortiche, i fiori novelli!
E quelle care bestiole,
La cui maggiore faccenda
È di mangiarsi a vicenda
Sotto il grand'occhio del sole!
E l'uomo che, parli o taccia,
È un elettissimo vaso;
Ah, l