Massimo Cacciari
**Quale filo sotterraneo permette di accostare San Paolo, che ai primi
cristiani annuncia l'arrivo del Messia e il tempo della fine, al
Principe forgiato da Machiavelli come modello politico per dare
sicurezza all’Italia, dilaniata da forze straniere? Il segretario
fiorentino, del cui capolavoro si celebra quest’anno il
cinquecentenario, esprime un realismo politico radicale, tutto
compreso nell’osservare la “verità effettuale”: è un realismo
incompatibile con l’apostolo che predica "la sapienza che non è di
questo mondo"? Il Cristianesimo, duemila anni fa, diede all’uomo una
libertà tragica, spezzò l’ethos antico e ogni radicamento nella
tradizione: come un naufrago gettò l’uomo nel mare in tempesta,
lasciandogli un’etica nuova, fondata sul libero arbitrio, e un potere
che trattiene, katechon, e frena l’assalto dell’Anticristo. E pure
l’uomo di Machiavelli è gettato nel “fiume rovinoso” della fortuna
“che ruina gli alberi e gli edifizi”: ma di fronte a questo impeto
imp
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