Solo i tifosi – nei loro sogni – vincono partite che sono perse. Smontano i fatti rimpiazzando alcuni pezzi con la passione. Così sogno che Canè batte Lendl, a Wimbledon, in una partita persa 24 anni fa. Non era doppio fallo, aveva preso un pezzo di riga, guardate il replay di occhio di falco: puff, è una nuvola di gesso che vola via, 5-3 Canè, quarto set, è fatta.
Invece no. Non c’era occhio di falco, e comunque la palla era fuori, di poco, ma era fuori. “Avevo giocato fuori giri, al massimo per due giorni (ci fu la pioggia, in mezzo, altrimenti che Wimbledon era?). Così poi sul 5-5 del quarto set la benzina era finita: non nelle gambe, ma nella testa. I campioni come Lendl, e come Edberg, Becker, McEnroe, Wilander potevo vederli vicini, in un giorno solo, mentre li combattevo. Potevo scambiarci alla pari, avevo le mie armi e alcuni li ho battuti.
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