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  • 6 years ago
Maria Vittoria Marini Clarelli "Roma nell'età dell'avanguardia"

Maria Vittoria Marini Clarelli "Roma nell'età dell'avanguardia"

Molti sono i fermenti artistici a Roma nei primi decenni del
Novecento. La linea “umanitaria”, che fa capo a Alessandro Marcucci e
Duilio Cambellotti, dà vita a forme originali di arti applicate. E’ in
contatto con loro Giacomo Balla, che sarà poi l’anima del futurismo
romano, ufficialmente inaugurato dalla conferenza di Umberto Boccioni
nel 1911. In quell’anno all’esposizione internazionale di belle arti –
visitata anche da Le Corbusier – trionfa il padiglione austriaco,
progettato da Hoffmann e dominato dalle opere di Klimt, anticipando la
stagione delle Secessioni romane (1913 al 1916). Aprono gallerie
d’arte, si fondano riviste, e in piena guerra si esibisce la Compagnia
dei Balletti russi di Diaghilev, per la quale viene a lavorare come
scenografo nel 1917 Pablo Picasso. Alla fine del 1918 si stabilisce a
Roma Giorgio de Chirico e si comincia a parlare di ritorno all’ordine.

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